Punti chiave
- L’andamento positivo dei titoli azionari europei nel mese di giugno ha portato le loro valutazioni a essere in linea con il fair value.
- I titoli tedeschi sono i più sottovalutati in Europa grazie al forte sconto con il quale è scambiato il colosso SAP.
- Il settore dei beni di consumo ciclici rimane uno dei segmenti di mercato più convenienti, mentre quello tecnologico è il più costoso.
I mercati azionari europei hanno proseguito la loro ripresa dai minimi raggiunti a seguito delle turbolenze causate dalla guerra in Iran. L’indice Morningstar Europe ha guadagnato il 2,4% il mese scorso, dopo un rialzo del 3,0% registrato a maggio. Sebbene tutti i mercati azionari europei abbiano registrato dei guadagni il mese scorso, si sono riscontrate differenze significative a livello di paese.
Il mercato azionario olandese è stato nuovamente il migliore in termini di performance il mese scorso, con un rendimento del 12,58%, grazie a un rialzo del 24,3% di ASML Holding ASML, che rappresenta circa il 50% dell’indice Morningstar Paesi Bassi. In fondo alla classifica, proprio come ad aprile e maggio, si è collocato il mercato azionario norvegese con un calo del 9,4%, influenzato dalla flessione del 10,9% in euro registrata da Equinor EQNR.
L’andamento positivo del mercato azionario europeo ha reso le valutazioni leggermente meno attraenti alla fine di giugno rispetto a quelle di fine di maggio. L’indice Morningstar Europe presenta ora un rapporto price/fair value pari a 0,99, il che significa che è valutato in linea con il fair value. Vi sono tuttavia alcuni paesi che presentano una notevole sottovalutazione. È il caso della Germania, dove il rapporto price/fair value si attesta a 0,87.
Ciò è in parte dovuto al rendimento negativo registrato dall’indice Morningstar Germania lo scorso mese, ma anche alla forte sottovalutazione del colosso del software SAP, le cui azioni venivano scambiate con uno sconto del 50% rispetto alla stima del fair value di Morningstar alla fine di giugno.
Al contrario, il rapporto price/fair value del mercato olandese è salito da 0,97 a 1,11 tra maggio e giugno, mentre la valutazione di quello spagnolo, il più costoso della regione, è passata da 1,11 a 1,19.
Il mese scorso, l’indice Morningstar US Market ha registrato un aumento dell’1,5% in euro, a fronte di un incremento del 2,4% per l’indice Morningstar Europe. La performance più solida del mercato europeo potrebbe aiutarci a spiegare perché esso abbia superato il mercato statunitense in termini di valutazione. Tuttavia, un altro fattore determiante, in questo senso, è stata la revisione al rialzo delle stime del fair value di Morningstar relative ad alcune grandi società americane nel corso del mese di giugno, tra cui quelle relative a Micron MU, passate da 455 a 850 dollari per azione, e a Tesla TSLA, la cui stima è salita da 400 a 425 dollari.
In Europa, solo UBS Group UBSG ha visto il proprio rapporto price/fair value salire nel mese di giugno, passando da 34 a 40 euro.
I settori europei più sopravvalutati e sottovalutati
Le valutazioni nei vari settori azionari europei continuano a presentare un quadro relativamente attraente. Solo tre settori si trovano in territorio di sopravvalutazione: materie prime, finanza e tecnologia.
Il settore delle materie prime registrava un premio del 4% alla fine del mese scorso a causa della sopravvalutazione di Rio Tinto RIO e Anglo American AAL, i cui rapporti price/fair value erano rispettivamente pari a 1,23 e 1,81.
Il secondo settore europeo più costoso è quello finanziario. La responsabilità ricade sulle due maggiori banche spagnole, che vengono scambiate a prezzi elevati: Banco Santander SAN, ha un rapporto price/fair value pari a 1,51, mentre quello di BBVA BBVA è di 1,22.
Il settore più costoso è quello tecnologia, che ha registrato un rialzo del 7,2% il mese scorso ed è scambiato con un rapporto price/fair value pari a 1,08. ASML ha registrato un forte aumento del proprio rapporto price/fair value, passato da 1,15 a 1,43 nel corso del mese di giugno.
Tra i settori più convenienti figurano quello immobiliare e quello dei beni di consumo ciclici. Quest’ultimo deve il suo price/fair value di 0,85 al gruppo del lusso LVMH MC, che viene scambiato con uno sconto superiore al 20%.
Che cos’è il rapporto price/fair value di Morningstar?
Il rapporto price/fair value misura se un titolo azionario è conveniente o costoso, dividendo il prezzo del titolo per la stima del fair value fornita dagli analisti di Morningstar alla chiusura di mercato più recente. Un rapporto superiore a 1 indica che il prezzo è superiore alla stima del fair value fornita da Morningstar; un rapporto inferiore a 1 indica che è inferiore.

