Gli investitori orientati al reddito apprezzano i «re dei dividendi» — e hanno tutte le ragioni per farlo. Queste società d’élite, che hanno aumentato i propri dividendi per decenni, sono in grado di offrire agli investitori un senso di certezza in termini di reddito.
Tuttavia, una lunga serie di dividendi non basta da sola a rendere un «re dei dividendi» un investimento interessante. Ecco come stabilire quali di questi titoli da dividendo sia giusto inserire nella propria watchlist.
Cosa sono i «re dei dividendi»?
Per essere considerata un «re dei dividendi», una società deve aumentare il proprio dividendo per almeno 50 anni consecutivi.
Con cinque decenni di aumenti dei dividendi alle spalle, queste società danno chiaramente la priorità alla crescita dei dividendi. Ciononostante, non vi sono garanzie in merito ai dividendi futuri. L’ex «re dei dividendi» 3M MMM ha ridotto la propria cedola nel 2024 a seguito dello scorporo della divisione del settore della salute e della ridefinizione della politica sui dividendi. E poco dopo aver raggiunto il traguardo dei 50 anni di aumenti consecutivi dei dividendi, VF VFC ha ridotto la cedola nel 2023.
In che modo gli investitori possono evitare quei «re dei dividendi» che presentano il rischio maggiore di ridurre i propri pagamenti? «Le società dotate di un economic moat ampio si sono dimostrate meno inclini a tagliare i dividendi rispetto a quelle con economic moat ristretto», spiega Dan Lefkovitz, Morningstar Indexes strategist. «Le aziende che non hanno un economic moat sono quelle che presentano il rischio maggiore di procedere a tali tagli».
Inoltre, acquistare un «re dei dividendi» senza prestare attenzione alla valutazione potrebbe significare sacrificare il total return. «Se si acquista un titolo che è decisamente sopravvalutato solo per il dividendo, nel lungo periodo il rendimento totale potrebbe rivelarsi scarso», sottolinea Damien Conover, Morningstar director of equity research. «È fondamentale combinare la valutazione, la capacità di pagare il dividendo e l’economic moat».
I 2 migliori «re dei dividendi» USA da mettere nel radar nel 2026
Dal punto di vista di Morningstar, riteniamo che questi due «re dei dividendi» USA risultino oggi particolarmente interessanti, alla luce di una combinazione di valutazioni, stabilità dei dividendi e rating relativi all’economic moat.
Ecco alcune informazioni su ciascun titolo azionario. Tutti i dati sono aggiornati al 15 giugno 2026.
PepsiCo PEP
- Prezzo/Fair value estimate: 0,85
- Economic moat: Ampio
- Capital Allocation Rating: Esemplare
- Forward dividend yield: 4,10%
Il nostro primo «re dei dividendi» da mettere nel radar è Pepsi. Il portafoglio di marchi di bevande e snack di questa società dal moat ampio ha dovuto affrontare difficoltà dovute alla maggiore austerità dei consumatori e all’evoluzione dei gusti verso prodotti più salutari. Tuttavia, riteniamo che gli sforzi dell’azienda volti a migliorare la propria proposta di valore per i consumatori stiano iniziando a dare i loro frutti, afferma Kris Inton, senior equity analyst di Morningstar. «Grazie a un bilancio solido, a un’ampia liquidità e a una forte generazione di flussi di cassa, prevediamo che l’azienda disponga di risorse finanziarie sufficienti per far fronte alle fluttuazioni macroeconomiche», aggiunge.
Sebbene l’attuale payout ratio di Pepsi (un indicatore della quota degli utili di una società che viene restituita agli azionisti tramite il pagamento dei dividendi) si avvicini al 90% rispetto al 64% registrato negli ultimi cinque anni, Inton prevede che tale rapporto si stabilizzi intorno al 70% nel prossimo decennio, con il pagamento dei dividendi in crescita a un ritmo del 5%. Il titolo viene scambiato a un tasso di sconto del 15% rispetto alla stima del fair value di 169 dollari.
Analizza la cronologia dei dividendi di Pepsi.
S&P Global SPGI
- Prezzo/Fair value estimate: 0,79
- Economic moat: Ampio
- Capital Allocation Rating: Esemplare
- Forward dividend yield: 0,91%
Il secondo “re dei dividendi” da mettere nel radar è S&P Global. L’azienda fornisce dati e indici di riferimento agli operatori dei mercati dei capitali e delle commodity e vanta di essere la più grande agenzia di rating del credito al mondo. Il titolo S&P Global ha vissuto un anno difficile, poiché i timori relativi al modo in cui l’IA potrebbe rivoluzionare il settore pesano sul valore delle azioni. Da parte sua, S&P Global considera l’efficienza dell’IA un fattore che contribuisce all’espansione del margine operativo. Inoltre, Morningstar ritiene che le preoccupazioni relative all’impatto sull’attività di S&P siano probabilmente esagerate. «L’IA potrebbe non rappresentare un fattore negativo se aumenta l’utilizzo dei dati, poiché facilita la loro analisi», osserva Rajiv Bhatia, analista di Morningstar. Di fatto, Morningstar ha recentemente confermato il moat di S&P Global pari ad ampio dopo aver valutato il rischio che l’IA comporta per l’azienda e per altre società di servizi informativi e software operanti nei mercati dei capitali.
Per quanto riguarda i dividendi, riteniamo che il management di S&P Global abbia svolto un lavoro esemplare nell’allocazione del capitale e sia quindi in grado di sostenere agevolmente il dividendo. «Grazie a un modello di business in grado di generare un elevato free cash flow, riteniamo che la società possa vantare un forte solidità di bilancio», aggiunge Bhatia. Il payout ratio obiettivo della società è compreso tra il 20% e il 30%. Il titolo S&P Global è scambiato a un tasso di sconto del 21% rispetto alla stima del fair value di 530 dollari.
Analizza la cronologia dei dividendi di S&P Global.
I migliori «re dei dividendi» USA da mettere nel radar: confronto
| PepsiCo | S&P Global | |
|---|---|---|
| Fair value estimate | 169 dollari | 530 dollari |
| Prezzo/Fair value estimate | 0,85 | 0,79 |
| Economic moat | Ampio | Ampio |
| Capital Allocation Rating | Esemplare | Esemplare |
| Forward dividend yield | 4,10% | 0,91% |
| Payout ratio | 89,33% | 24,35% |
| Ammontare del dividendo | 1,48 dollari | 0,97 dollari |
Tutti i dati sono aggiornati al 15 giugno 2026.
I migliori «re dei dividendi» USA: il processo di selezione
Per stilare la nostra lista, ci siamo concentrati su alcune caratteristiche fondamentali.
- Economic Moat pari ad Ampio. Dal punto di vista di Morningstar, un economic moat ampio contribuisce a proteggere il dividendo di un’azienda. Secondo Conover di Morningstar, «Quando si parla di dividendi, è piuttosto raro che le aziende li riducano, ma può accadere. Tuttavia, per le aziende dotate di un economic moat, tali utili sono protetti. Di conseguenza, la probabilità di un taglio dei dividendi in futuro risulta ridotta, poiché queste aziende godono di un posizionamento competitivo davvero solido, un posizionamento che noi riconosciamo come economic moat. Pertanto, ritengo che quando si considerano i dividendi e si pensa al moat, la combinazione di questi due fattori garantisca una maggiore sicurezza in merito a tali dividendi».
- Capital Allocation Rating di Esemplare. Tale rating sintetizza l’efficacia con cui la dirigenza della società ha gestito il proprio capitale, riflettendo la solidità del bilancio, l’efficacia degli investimenti effettuati dalla società e l’adeguatezza delle distribuzioni da essa effettuate. Per estensione, una società con un capital allocation rating esemplare che dia priorità ai dividendi dovrebbe essere in grado di garantire la stabilità della cedola.
- Titolo scambiato a sconto rispetto alla stima del fair value di Morningstar. Considerato che la loro lunga storia di crescita dei dividendi è molto apprezzata dagli investitori, i titoli dei cosiddetti «re dei dividendi» di altissima qualità vengono spesso scambiati al di sopra del loro fair value. Tuttavia, dal nostro punto di vista, la valutazione è un fattore importante per gli investitori orientati ai dividendi; riteniamo che cercare di massimizzare il rendimento totale, e non solo il reddito, sia la strategia migliore.
I «re dei dividendi» contro gli «aristocratici dei dividendi»
Mentre i «re dei dividendi» vantano una storia di crescita consecutiva dei dividendi di almeno 50 anni, gli «aristocratici dei dividendi» hanno aumentato i propri dividendi per almento 25 anni. I «re dei dividendi» costituiscono quindi un sottoinsieme più esclusivo.
Un elenco completo degli «aristocratici dei dividendi» è facilmente reperibile nell’Exchange-traded fund ProShares S&P 500 Dividend Aristocrats NOBL, un fondo passivo negoziato in Borsa che replica l’indice S&P 500 Dividend Aristocrats. Un elenco «ufficiale» dei «re dei dividendi» è più difficile da reperire; non esistono infatti indici di grande rilievo né prodotti gestiti che replicano l’andamento di questi titoli. Il sito Dividends.com mantiene un elenco dei «Re dei dividendi».

