Hera, dopo la trimestrale l’M&A alimenta le aspettative di crescita

Archiviati i conti del primo trimestre, gli analisti confermano la view positiva sulla multiutility e sottolineano l’importante motore di crescita delle acquisizioni mirate.

Illustrazione del settore utilities con turbine a vento

Punti chiave

  • Hera ha pubblicato risultati trimestrali sostanzialmente in linea con le attese, ma con indicazioni incoraggianti sulla capacità di finanziare nuove acquisizioni.
  • Gli analisti continuano a considerare il tema dell’M&A uno dei principali driver di crescita del gruppo, soprattutto nei mercati italiani frammentati dell’acqua e della gestione dei rifiuti.
  • Il rendimento lordo da dividendo è superiore al 4%.

La pubblicazione della trimestrale, avvenuta il 13 maggio, ha riacceso l’attenzione degli analisti e del mercato su Hera HER, multiutility attiva nei servizi idrici, energetici e ambientali, oltre che nei settori del gas, dell’energia elettrica e del ciclo integrato delle acque.

La società, che capitalizza 5,64 miliardi di euro grazie a una chiusura a 3,87 euro nella seduta del 14 maggio, ha comunicato risultati sostanzialmente positivi e in linea con le attese. Ma soprattutto ha fornito ulteriori conferme del ruolo sempre più centrale delle operazioni di M&A come leva di crescita, tema particolarmente apprezzato dagli analisti.

Da tipica società del settore utility con business essenzialmente italiano, Hera è vista dal mercato come un titolo value e dal rendimento interessante. L’azione, caratterizzata in questo mese dallo stacco (e successivo pagamento) del dividendo di 0,16 euro previsto nella seduta di lunedì 18 maggio, risulta leggermente in calo nell’ultimo anno di Borsa e offre un rendimento lordo del dividendo superiore al 4%.

Il CEO di Hera, Orazio Iacono, commentando i risultati del primo trimestre 2026, ha sottolineato: «Si conferma la nostra capacità di proseguire nel percorso di crescita anche per linee esterne con le più recenti acquisizioni di Sostelia e dell’ulteriore 52% di Sea: due operazioni che rappresentano nuovi fondamentali tasselli all’interno delle nostre filiere water e waste.»

M&A driver di crescita per Hera

Secondo quanto emerso dalla conference call di presentazione dei risultati, quindi, la crescita esterna continua a rappresentare un elemento distintivo del gruppo.

Su questo fronte Equita SIM sottolinea che l’M&A resta “molto attivo su diversi fronti,” pur senza la presenza, al momento, di grandi dossier o operazioni di dimensioni particolarmente rilevanti. In parallelo, Hera continua a beneficiare dello switch dei clienti del Servizio a Tutele Graduali (STG) verso il mercato libero, mentre la crescente competizione nel retail energetico non sta generando, per ora, significative pressioni sui margini.

Anche AlphaValue, commentando i risultati del trimestre, ha confermato la centralità del driver M&A nella strategia di crescita del gruppo: “La strategia di crescita di Hera continua a basarsi principalmente su acquisizioni mirate e operazioni di consolidamento all’interno dei mercati italiani, altamente frammentati, della gestione delle acque e dei rifiuti, piuttosto che su una pura accelerazione della crescita organica sottostante.” La società di analisi ha quindi confermato la raccomandazione «buy» con prezzo obiettivo a 5,37 euro.

Come è stata la trimestrale di Hera?

A livello di risultati del primo trimestre, le indicazioni sono risultate sostanzialmente in linea con le attese. Nel complesso, Hera ha riportato risultati in leggera crescita, con un incremento dell’EPS (utile per azione) dell’1%.

Iacono ha presentato i conti sottolineando le buone performance finanziarie della utility: «I risultati conseguiti dal Gruppo Hera nel primo trimestre 2026 e le buone performance finanziarie ci hanno consentito di proseguire la nostra crescita, con un utile netto di pertinenza degli azionisti salito a 154,6 milioni di euro. La positiva generazione di cassa è stata in grado di finanziare l’aumento degli investimenti operativi e una parte significativa dei 142 milioni di investimenti in M&A, per cui chiudiamo il trimestre mantenendo una buona flessibilità finanziaria, con rapporto debito netto/Mol (Margine operativo lordo) a 2,62».

Nel primo trimestre 2026 l’EBITDA si è attestato a 419 milioni di euro, stabile anno su anno e in linea con le attese del consensus. L’utile netto è salito a 155 milioni di euro, in crescita dell’1% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, mentre la posizione finanziaria netta è risultata negativa per 4,028 miliardi di euro.

Energia elettrica e servizi idrici trainano la crescita

Tra i principali contributori alla crescita del trimestre emerge il business Electricity, con un incremento del 22% anno su anno, grazie al miglior andamento del retail, dell’illuminazione pubblica e dei servizi, oltre ad alcuni rimborsi assicurativi legati ai danni subiti dagli impianti di cogenerazione di Imola alla fine del 2024.

Buon andamento anche per il settore degli Hydro Services, in crescita del 5%, sostenuti dagli investimenti regolati RAB eligible—ossia investimenti riconosciuti nella Regulatory Asset Base—e dagli adeguamenti tariffari legati all’inflazione.

Il business Waste resta sostanzialmente stabile grazie al miglior contributo del trattamento rifiuti e ai maggiori volumi di Aliplast, compensati però dai minori prezzi dell’energia derivante dagli impianti Waste-to-Energy (WTE) e dal minore contributo delle discariche.

In calo invece il business Gas (-9%), penalizzato principalmente dalla fine delle opportunità temporanee registrate nel 2025, collegate ai mercati last resort (mercati di ultima istanza), cioè ai servizi regolati che garantiscono temporaneamente la fornitura di energia ai clienti senza un fornitore sul mercato libero.

Cosa pensano gli analisti del titolo Hera?

Per Banca Akros i risultati del primo trimestre sono stati «sostanzialmente in linea con le nostre attese a livello di EBITDA e utile netto». Gli analisti hanno quindi confermato la raccomandazione «accumulate» e il target price a 4,30 euro.

Anche Equita SIM giudica i risultati «tutto sommato positivi», soprattutto considerando la crescita operativa al netto della normalizzazione legata all’uscita dai mercati di ultima istanza. Inoltre evidenzia che la crescita operativa appare più forte se letta su base like for like, cioè a parità di perimetro e al netto degli effetti temporanei. L’EBITDA, depurato dalle temporary opportunities legate all’uscita dai mercati di ultima istanza, avrebbe infatti registrato una crescita dell’8,80% su base annua.

Secondo gli analisti, Hera tratta a multipli ancora interessanti: circa 11,30 volte il Price/Earnings (rapporto prezzo/utili) atteso 2027 e 6,10 volte l’Enterprise Value/Ebitda, a fronte di una crescita media annua dell’EPS stimata intorno al 5% fino al 2028. In particolare, il titolo continua a trattare a sconto rispetto alle valutazioni storiche nonostante un miglioramento del profilo di rischio dopo l’uscita dal mercato di ultima istanza. Secondo gli analisti, la seconda parte dell’anno dovrebbe mostrare dinamiche di crescita più confrontabili, soprattutto a partire dal terzo trimestre. Equita SIM quindi confermato il giudizio «buy» con target price a 4,80 euro.

Accordo con Saipem per la transizione energetica

Tra le novità strategiche delle ultime settimane, Hera ha annunciato un accordo di collaborazione con Saipem SPM per supportare le imprese italiane nei percorsi di efficienza energetica, decarbonizzazione ed economia circolare.

L’intesa, della durata iniziale di tre anni, punta a offrire soluzioni integrate per la riduzione delle emissioni e l’efficientamento energetico, con particolare attenzione ai settori industriali più energivori come ceramica, vetro, carta, chimica, cemento e acciaio. La partnership rafforza ulteriormente il posizionamento di Hera come operatore integrato nella transizione energetica e ambientale italiana.

L'autore o gli autori non possiedono posizioni nei titoli menzionati in questo articolo. Leggi la Policy editoriale di Morningstar.