E’ un buon momento per i titoli tecnologici dopo i ribassi del primo trimestre?

Questi 12 titoli tecnologici sono al momento scambiati a prezzi convenienti.

Illustrazione in tecnica collage per il settore tecnologico con un chip semiconduttore.

Nel complesso, i titoli tecnologici hanno registrato un primo trimestre 2026 particolarmente difficile. I titoli del settore software hanno subito forti perdite, prolungando il trend negativo iniziato nel 2025, poiché gli investitori hanno venduto tali titoli per timore di una potenziale minaccia derivante dall’impatto dell’intelligenza artificiale. Anche altri titoli tecnologici hanno registrato un calo, comprese alcune azioni del settore dei semiconduttori.

Nonostante tutto ciò, continuiamo a nutrire fiducia nelle tendenze di lungo termine del settore, che includono fattori di sostegno strutturali quali il cloud computing, l’IA e l’espansione della domanda di semiconduttori. «Dopo mesi di performance deludenti, riteniamo che il settore del software offra il potenziale di rialzo maggiore», afferma Dan Romanoff, senior equity analyst di Morningstar.

I 12 migliori titoli tecnologici a sconto

Questi sono i titoli tecnologici più sottovalutati dal mercato tra quelli coperti dagli analisti di Morningstar al 31 marzo 2026.

  1. Klarna Group KLAR
  2. Atlassian TEAM
  3. Fiserv FISV
  4. HubSpot HUBS
  5. Zscaler ZS
  6. Blackbaud BLKB
  7. Fair Isaac FICO
  8. SAP SAP
  9. Fidelity National Information Services FIS
  10. Broadridge Financial Solutions BR
  11. Microsoft MSFT
  12. Broadcom AVGO

Per stilare la nostra lista delle migliori idee di investimento nel settore tecnologia in questo momento abbiamo preso in considerazione i seguenti criteri:

  • Titoli tecnologici sottovalutati in base al nostro indicatore Prezzo/Fair value.
  • Titoli che sono valutati con un Economic moat pari a Ristretto o a Ampio. Riteniamo che le società con un moat di Ristretto possano resistere alla concorrenza per almeno 10 anni; quelle con un moat di Ampio dovrebbero rimanere competitive per 20 anni o più.
  • Titoli che presentano un Morningstar Uncertainty Rating pari a Basso, Medio, Alto o Molto alto. Questo rating riflette la gamma dei potenziali esiti relativi al fair value di una società.

Di seguito trovate ulteriori informazioni su ciascuno delle migliori idee di investimento nel settore tecnologia, compresi i commenti degli analisti di Morningstar che seguono le rispettive società. Tutti i dati sono aggiornati al 31 marzo 2026.

Klarna Group

  • Prezzo/Fair value: 0,29
  • Morningstar Uncertainty Rating: Molto alto
  • Economic Moat: Ristretto
  • Settore: Software - Infrastrutture

La società di infrastrutture software Klarna Group è il titolo più conveniente nella nostra lista delle migliori idee di investimento nel settore tecnologia. Klarna Group PLC è una società di pagamenti, con attività in diversi paesi. Il titolo viene scambiato a un prezzo inferiore del 71% rispetto alla nostra stima del fair value, pari a USD 45 per azione.

Klarna ha recentemente siglato diversi accordi con fornitori di servizi di pagamento, il che amplierà notevolmente la sua diffusione come metodo di pagamento quest’anno e negli anni a venire. La crescita è l’elemento centrale per Klarna. La sua piattaforma sta appena raggiungendo il pareggio di bilancio, iniziando a registrare un utile operativo marginale. Ma, man mano che la piattaforma si rafforzerà ulteriormente e i suoi modelli di valutazione del rischio saranno alimentati da una maggiore quantità di dati sul comportamento degli acquirenti, riteniamo che Klarna diventerà un punto di riferimento redditizio nel panorama globale delle fintech.

Gli accordi PSP determineranno un’accelerazione della crescita in termini di volumi e consentiranno a Klarna di promuovere nel tempo, presso gli esercenti, i propri strumenti di conversione dei clienti. Valutiamo positivamente questa strategia, poiché garantisce una crescita a margine ridotto, ma rapida e su vasta scala, con il vantaggio di un aumento del volume sia dal lato degli esercenti che da quello dei clienti.

Le sue ambizioni di crescita si concentrano principalmente sugli Stati Uniti, un mercato vasto e omogeneo, ricettivo nei confronti dei prodotti di credito. Detto questo, Klarna sta già affrontando una concorrenza più agguerrita in questo mercato, soprattutto da parte delle banche emittenti di carte di credito che fidelizzano i clienti. Tuttavia, le soluzioni BNPL di Klarna non sono un equivalente diretto delle carte di credito. Prevediamo che gli acquirenti più facoltosi inizieranno a utilizzare Klarna man mano che la sua visibilità sulle pagine di checkout dei commercianti aumenterà. Un numero maggiore di acquirenti inizierà a utilizzare Klarna come metodo di pagamento, alimentando l’effetto rete di Klarna.

Il suo modello di finanziamento, che prevede l’utilizzo dei depositi al dettaglio per finanziare il proprio bilancio europeo, costituisce una caratteristica distintiva di Klarna. Riteniamo che ciò ne rafforzi la stabilità. Al di fuori dell’Europa, riteniamo che l’ottenimento di licenze bancarie locali sia un obiettivo auspicabile, ma non si tratta di un’impresa facile. Convincere le autorità di regolamentazione della stabilità di Klarna e della sua capacità di tutelare i depositanti richiederà un impegno a lungo termine.

Niklas Kammer, senior analyst di Morningstar

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Atlassian

  • Prezzo/Fair value: 0,31
  • Morningstar Uncertainty Rating: Molto alto
  • Economic Moat: Ristretto
  • Settore: Software - Applicazioni

Atlassian sviluppa software che aiuta i team a collaborare in modo più efficiente ed efficace. L’azienda ottiene un moat di Ristretto e le sue azioni appaiono sottovalutate del 69% rispetto alla nostra stima del fair value di USD 220.

Atlassian si impegna a «liberare il potenziale dei team» attraverso software più efficaci per la pianificazione, la gestione dei progetti e il flusso di lavoro, e riteniamo che il suo forte slancio sia destinato a proseguire nei prossimi anni, con il progredire della transizione verso il cloud. Il prodotto originale di Atlassian, Jira, è stato progettato come soluzione per il flusso di lavoro destinata agli sviluppatori di software e si è evoluto in un’applicazione ricca di funzionalità, facile da usare, economica e di facile acquisto. Il software è spesso venduto in bundle con Confluence, uno strumento di collaborazione. L’azienda si è inoltre gradualmente orientata verso il segmento di fascia alta, rivolgendosi a clienti aziendali, pur continuando a servire clienti di tutte le dimensioni.

Atlassian adotta una strategia di commercializzazione distintiva che rinuncia alla tradizionale forza vendita aziendale a favore di un’attività di marketing online a basso costo e a basso impatto, nonché di transazioni di e-commerce sul sito web dell’azienda. Le versioni gratuite contribuiscono ulteriormente a creare un ampio funnel. Ciò avviene al fine di semplificare il processo di acquisto e di onboarding. Grazie al modello di vendita basato sul web, le spese di vendita e marketing dell’azienda sono tra le più basse rispetto alle altre società di software aziendale, il che porta a solidi margini. Detto questo, poiché le spese di vendita e marketing rappresentano in genere il costo maggiore per le aziende di software, riteniamo che i margini possano aumentare in modo significativo man mano che l’azienda matura. Nel frattempo, il management ritiene che la sua migliore strategia di marketing sia un ottimo prodotto, facile da acquistare e da utilizzare, che favorisce un’adozione virale all’interno di un’organizzazione una volta che è stato adottato dal primo team.

Atlassian si è distinta nell’offrire ai clienti servizi di upselling con un maggior numero di licenze, prodotti aggiuntivi e nuovi casi d’uso, e sta inoltre accompagnando i clienti nel passaggio dall’infrastruttura on-premise al cloud. Prevediamo che questi fattori, combinandosi, determineranno una forte crescita del fatturato nei prossimi cinque anni. La fidelizzazione è solida e le opportunità di upselling sono evidenti. A nostro avviso, i nuovi casi d’uso sono fondamentali per guidare la crescita a lungo termine, poiché la soluzione di service desk è applicabile a tutta l’azienda, mentre i prodotti incentrati sull’IT hanno un mercato più ristretto. A tal fine, dopo la sua introduzione nel 2013, Jira Service Desk è già la prima soluzione Atlassian scelta da quasi un quinto dei clienti, poiché i casi d’uso si sono ampliati.

Dan Romanoff, senior equity analyst di Morningstar

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Fiserv

  • Prezzo/Fair value: 0,44
  • Morningstar Uncertainty Rating: Alto
  • Economic Moat: Ristretto
  • Settore: Servizi informatici

Fiserv è un fornitore leader di servizi di elaborazione di base e complementari, quali il trasferimento elettronico di fondi, l’elaborazione dei pagamenti e la gestione dei prestiti, destinati a banche e cooperative di credito statunitensi, con particolare attenzione alle banche di piccole e medie dimensioni. Il titolo è scambiato con uno sconto del 56% rispetto alla nostra stima del fair value, pari a USD 126 per azione.

La fusione tra Fiserv e First Data nel 2019 ha dato il via a una serie di tre operazioni simili che si sono susseguite in breve tempo. Sebbene negli ultimi anni questa operazione sembrasse chiaramente un’operazione vincente, il quadro è ora più confuso.

Prima della fusione, First Data aveva registrato risultati inferiori rispetto ai suoi concorrenti, poiché era gravata da un indebitamento eccessivo derivante da un’acquisizione con leva finanziaria avvenuta poco prima della crisi finanziaria e dall’abbandono di un importante partner bancario. Riteniamo che ciò abbia limitato in modo significativo la sua capacità di reinvestire e di adattarsi in un settore in continua evoluzione. Tuttavia, la risoluzione delle sue difficoltà finanziarie ha riportato l’azienda sulla strada giusta. Inoltre, Clover, la soluzione per le piccole imprese dell’azienda simile all’offerta di Square, ha stimolato la crescita, con un volume che si attesta a un tasso annualizzato di oltre 300 miliardi di dollari. Clover offre condizioni di prezzo molto più competitive ed è il tipo di piattaforma che, a nostro avviso, l’azienda deve mantenere e potenziare per consolidare la propria posizione di leadership nel settore.

Sebbene la performance dell’azienda negli ultimi anni sia stata piuttosto solida, il nuovo amministratore delegato Michael Lyons ha recentemente dichiarato di ritenere che l’azienda abbia investito in misura insufficiente e si sia concentrata eccessivamente sulla promozione della crescita a breve termine. Di conseguenza, intende riorganizzare l’attività. Ciò comporterà maggiori investimenti e margini più bassi nel breve termine, oltre a una crescita più contenuta. Clover rimane il fulcro dei piani di crescita del management, ma anche questo settore vedrà probabilmente una contrazione della crescita dei ricavi. Il piano del management di One Fiserv è scarso di dettagli, ma la tendenza generale è chiara. I risultati nel breve termine si indeboliranno considerevolmente e il 2026 sarà probabilmente una sorta di anno di transizione.

La pandemia ha messo in luce un potenziale aspetto negativo della fusione: l’attività di acquisizione è notevolmente più sensibile al contesto macroeconomico rispetto alle attività tradizionali di Fiserv. Nel lungo termine, le attività di acquisizione di Fiserv (e in particolare Clover) dovrebbero comunque rimanere il motore di crescita più potente dell’azienda. Tuttavia, il rilancio dell’attività potrebbe rivelarsi complicato qualora il contesto macroeconomico dovesse deteriorarsi prima che il nuovo amministratore delegato riesca a riportare l’azienda su un percorso più stabile.

Brett Horn, senior equity analyst di Morningstar

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HubSpot

  • Prezzo/Fair value: 0,46
  • Morningstar Uncertainty Rating: Molto alto
  • Economic Moat: Ristretto
  • Settore: Software - Applicazioni

HubSpot offre una piattaforma software basata su cloud per il marketing, le vendite e l’assistenza clienti. Con un prezzo inferiore del 54% rispetto alla nostra stima del fair value, HubSpot presenta un moat di Ristretto. Riteniamo che il fair value del titolo sia pari a USD 525 per azione.

Riteniamo che HubSpot sia leader nel settore dei software di automazione del marketing e delle vendite per il mercato delle medie imprese. Prevediamo un ampio margine di crescita, poiché l’azienda acquisisce nuovi clienti e continua a far passare i propri clienti esistenti a livelli superiori all’interno di una struttura tariffaria a più livelli, oltre a vendere pacchetti multipli ai clienti di maggiori dimensioni. Riteniamo inoltre che le PMI e il mercato di fascia media siano poco serviti dai fornitori di software aziendali, poiché le dimensioni ridotte delle transazioni rendono più difficile fornire un servizio efficiente. Pertanto, riteniamo che la suite solida e in espansione di HubSpot abbia contribuito a ritagliarsi una nicchia difendibile.

HubSpot offre una suite di soluzioni software che aiuta le aziende a crescere «meglio». Nel loro insieme, i sei hub (marketing, vendite, assistenza, operazioni, contenuti, e-commerce) si integrano per creare la piattaforma di crescita. HubSpot adotta un modello «freemium» che le ha permesso di acquisire centinaia di migliaia di utenti gratuiti, di cui circa il 15% passa a soluzioni a pagamento. Dalla versione gratuita emerge un sistema a tre livelli, che comprende Starter, Professional ed Enterprise. L’obiettivo di HubSpot è quello di creare un funnel il più ampio possibile per l’acquisizione dei clienti, per poi far passare gli utenti a livelli di prezzo superiori man mano che evolvono e proporre loro l’upselling verso hub aggiuntivi al mutare delle loro esigenze. Circa due terzi dei ricavi ricorrenti annuali provengono da clienti che hanno iniziato come utenti gratuiti, il che, a nostro avviso, dimostra il successo nell’attuazione della strategia. Circa il 60% dei clienti utilizza più hub. Nel frattempo, il ricavo medio per cliente è aumentato lentamente nel tempo.

Pur riconoscendo che il tasso di abbandono è in genere più elevato per i clienti delle PMI rispetto a quello dei clienti enterprise, riteniamo che HubSpot stia gradualmente salendo lungo la curva per servire clienti di dimensioni sempre maggiori. Negli ultimi anni, l’azienda ha investito in modo significativo nella piattaforma per renderla più adatta a clienti con un organico fino a 2.000 dipendenti. Con l’aumentare delle dimensioni dei clienti, riteniamo che i costi di passaggio aumentino, il che ha un impatto significativo, poiché i clienti enterprise generano ricavi e tassi di fidelizzazione più elevati rispetto ai clienti delle PMI. Stimiamo che il livello Enterprise rappresenti circa il 15% del mix di clienti paganti, una percentuale che è lentamente aumentata nel tempo.

Dan Romanoff, senior equity analyst di Morningstar

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Zscaler

  • Prezzo/Fair value: 0,47
  • Morningstar Uncertainty Rating: Molto alto
  • Economic Moat: Ristretto
  • Settore: Software - Infrastrutture

Zscaler è un’azienda che opera nel settore del Software-as-a-Service (SaaS) e si concentra sulla fornitura di soluzioni di sicurezza informatica native per il cloud, rivolte principalmente a clienti aziendali. L’azienda ottiene un moat di Ristretto e le sue azioni appaiono sottovalutate del 53% rispetto alla nostra stima del fair value pari a USD 300.

Consideriamo Zscaler un pioniere e un leader nel settore delle soluzioni di sicurezza zero-trust, un ambito della sicurezza informatica destinato a crescere grazie a tendenze di lungo periodo quali la crescente digitalizzazione delle imprese e la convergenza tra reti e sicurezza. Abbiamo una visione positiva delle soluzioni di Zscaler poiché l’azienda è destinata a trarre notevoli vantaggi da tali tendenze. L’azienda ha costruito un solido economic moat sviluppando un portafoglio di prodotti in grado di fidelizzare i clienti, come dimostrano i suoi ottimi indicatori di fidelizzazione.

La scommessa di Zscaler era che, nel corso del tempo, le aziende avrebbero spostato l’instradamento del traffico di rete da un nodo centralizzato (in genere la sede centrale) a un percorso decentralizzato diretto al cloud. Le due soluzioni chiave di Zscaler, Zscaler Internet Access e Zscaler Private Access, consentono alle aziende di connettersi direttamente alle risorse esterne e interne, rispettivamente, senza dover instradare il traffico attraverso un nodo centralizzato. Questo cambiamento nel modo in cui viene instradata l’attività di rete arriva in un momento in cui una quota sempre più ampia dei flussi di lavoro aziendali è basata sul cloud, poiché le trasformazioni digitali e le migrazioni al cloud modificano la struttura IT delle imprese.

Tuttavia, questo cambiamento nel flusso di traffico ha anche creato una miriade di problemi per le aziende. In primo luogo, con l’aumentare della dipendenza dalle risorse basate sul cloud, il volume di attività di rete generato da questi flussi di lavoro è cresciuto rapidamente. In secondo luogo, la decentralizzazione del traffico di rete rende necessari nuovi dispositivi e metodi di sicurezza per proteggere il traffico. Infine, questo cambiamento nel traffico di rete si basa su un’infrastruttura di sicurezza zero-trust che elimina il rischio di mobilità laterale, un processo in cui un attore malintenzionato ottiene l’accesso a un’applicazione e poi utilizza le sue credenziali per avanzare verso altre applicazioni.

In questo panorama in continua evoluzione, riteniamo che le soluzioni di Zscaler siano destinate ad avere successo. I prodotti dell’azienda hanno riscontrato una forte domanda da parte delle imprese, consentendo a Zscaler di acquisire nuovi clienti e ampliare la propria base clienti. Sebbene ZIA e ZPA siano due soluzioni chiave, entrambe sono costituite da numerosi moduli singoli che permettono a Zscaler di aumentare i ricavi derivanti da un cliente esistente, vendendogli ulteriori licenze o incrementando l’utilizzo delle proprie soluzioni.

Malik Ahmed Khan, senior analyst di Morningstar

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Blackbaud

  • Prezzo/Fair value: 0,52
  • Morningstar Uncertainty Rating: Molto alto
  • Economic Moat: Ristretto
  • Settore: Software - Applicazioni

Fondata nel 1981, Blackbaud offre soluzioni software pensate per le organizzazioni impegnate nel sociale, tra cui organizzazioni no profit, fondazioni, aziende, istituti scolastici, strutture sanitarie e singoli promotori del cambiamento. Blackbaud è un titolo tecnologico che viene scambiato con uno sconto del 48% rispetto alla nostra stima del fair value di USD 74 per azione. L’azienda produttrice di applicazioni software ottiene un moat di Ristretto.

Riteniamo che Blackbaud sia ben radicata nel settore del sociale, dove offre il più ampio portafoglio di soluzioni software per organizzazioni no profit. Prevediamo che l’azienda continuerà a trarre vantaggio da una clientela di lunga data che richiede un approccio incentrato sulla tecnologia e riteniamo che la sua migrazione al cloud consentirà progressivamente un aumento dei margini. Tuttavia, riteniamo che Blackbaud sia più esposta agli shock ciclici rispetto alle altre società del settore del software, data la sua attività esclusivamente rivolta alla nicchia del sociale. Consideriamo questo mercato maturo, con un ritmo di crescita più moderato, il che è in linea con le prospettive a lungo termine del management.

Blackbaud ha ampliato il proprio mercato potenziale attraverso una serie di acquisizioni. Questo approccio le ha consentito di diventare il leader indiscusso nel settore delle organizzazioni no profit; l’azienda è un fornitore leader di software grazie alla sua piattaforma completa end-to-end, che include un database consultabile di donatori, funzionalità di gestione delle relazioni con i clienti, contabilità dei fondi e pianificazione delle risorse aziendali. Detto questo, le acquisizioni comportano un rischio maggiore, come ha dimostrato l’operazione Everfi. Blackbaud vanta una base clienti fedele, con una percentuale di fidelizzazione che si attesta intorno al 90%. In questo caso, il tasso di abbandono deriva dai tassi di sopravvivenza più bassi delle organizzazioni di minori dimensioni. Riteniamo che la fedeltà al software di Blackbaud e la longevità delle relazioni siano fattori critici di successo nel lungo termine.

Siamo consapevoli delle sfide che comporta l’espansione dell’azienda in un portafoglio così ampio al servizio del settore del bene comune. Pur essendo vasto, il portafoglio risulta frammentato, con livelli di offerta disomogenei nei vari settori. Gli sforzi di integrazione hanno comportato tempi e costi variabili, mettendo sotto pressione i margini. Consideriamo il mercato maturo e stabile, con clienti soggetti a vincoli di bilancio sempre più stringenti. Questi fattori inducono a una certa cautela riguardo alle prospettive di crescita dell’azienda e al profilo dei margini a lungo termine, in quanto servizio di fascia alta sul mercato.

A nostro avviso, l’azienda ha saputo ampliare i margini grazie a iniziative volte a migliorare i prezzi e la produttività. Riteniamo che tali programmi e l’impegno costante del management continueranno a produrre risultati positivi sui profitti nei prossimi anni.

Dan Romanoff, analista senior di Morningstar

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Fair Isaac

  • Prezzo/Fair value: 0,53
  • Morningstar Uncertainty Rating: Alto
  • Economic Moat: Ampio
  • Settore: Software - Applicazioni

Fondata nel 1956, Fair Isaac Corporation è un’azienda leader nel settore dell’analisi applicata. Fair Isaac è un titolo tecnologico che viene scambiato con uno sconto del 47% rispetto alla nostra stima del fair value di USD 2.020 per azione. L’azienda produttrice di applicazioni software ha un economic moat di Ampio.

Fondata nel 1956, la Fair Isaac Corporation, nota come FICO, si è affermata come leader del settore dei punteggi di affidabilità creditizia, un’attività che si è rivelata estremamente redditizia. I punteggi di affidabilità creditizia non vengono utilizzati solo per le decisioni relative ai prestiti individuali, ma costituiscono anche indici utilizzati da investitori, istituti di credito e l’intero settore.

I punteggi FICO rappresentano circa il 60% del fatturato dell’azienda, ma oltre l’80% dei suoi profitti. Circa l’80% dei ricavi derivanti dai punteggi proviene dal settore business-to-business, nell’ambito del quale Fair Isaac vende i propri punteggi agli istituti di credito. Nonostante la sua posizione di leader nel settore, per molti decenni Fair Isaac sembrava soddisfatta di mantenere stabili i prezzi dei punteggi e di generare ricavi più elevati grazie a volumi più consistenti. Nel 2018, Fair Isaac ha avviato una revisione della propria strategia di prezzi e ha iniziato ad aumentare i prezzi dei propri punteggi. Prevediamo che Fair Isaac continuerà ad aumentare i prezzi in diverse categorie, data la sua solida posizione. Oltre alla vendita di punteggi di credito agli istituti di credito, FICO genera circa 220 milioni di dollari di ricavi annuali dalle proprie offerte rivolte ai consumatori, vendendo i punteggi di credito direttamente ai consumatori e tramite partner quali Experian.

I dati alla base dei punteggi FICO provengono dalle tre principali agenzie di credito statunitensi (Equifax, Experian e TransUnion) e, di conseguenza, i punteggi FICO vengono solitamente commercializzati tramite queste tre società. Il rapporto tra le agenzie di credito e FICO ha oscillato tra l’ostile e l’amichevole. Nel 2006, le agenzie di credito hanno lanciato una joint venture denominata VantageScore, ma questa non è riuscita a soppiantare FICO. Con il passaggio di Fair Isaac a un modello di licenza diretta, l’azienda mira potenzialmente a disintermediare le agenzie di credito, il che, a nostro avviso, incentiva ulteriormente tali agenzie a promuovere il concorrente VantageScore.

L’attività software dell’azienda è diversificata in vari ambiti dei servizi finanziari. A nostro avviso, Fair Isaac ha dimostrato lungimiranza concentrandosi sulla migrazione al cloud all’inizio degli anni 2010. Uno dei principali obiettivi recenti è stato quello di integrare le proprie applicazioni nella piattaforma FICO, che Fair Isaac definisce la propria offerta software moderna e modulare. Negli ultimi anni i tassi di fidelizzazione e la crescita dei ricavi ricorrenti si sono dimostrati solidi, il che ci induce a ritenere che la strategia software dell’azienda stia dando i suoi frutti.

Rajiv Bhatia, equity analyst di Morningstar

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SAP

  • Prezzo/Fair value: 0,54
  • Morningstar Uncertainty Rating: Medio
  • Economic Moat: Ampio
  • Settore: Software - Applicazioni

Fondata in Germania nel 1972 da ex dipendenti IBM, SAP è il principale fornitore mondiale di software applicativo per le imprese. Il titolo SAP viene scambiato con uno sconto del 46% rispetto alla nostra stima del fair value di USD 317 per azione. L’azienda produttrice di software applicativi ha un economic moat di Ampio.

SAP è il principale fornitore mondiale di software applicativo aziendale e leader di mercato globale nel settore dei sistemi di pianificazione delle risorse aziendali (ERP). L’azienda genera ricavi attraverso la vendita di abbonamenti ai propri prodotti Software-as-a-Service (SaaS) basati su cloud, nonché tramite licenze e canoni di manutenzione per il software on-premise, che sta ormai venendo gradualmente sostituito. Oltre ai suoi prodotti ERP principali, come S/4HANA, SAP offre noti prodotti software di back-office quali Concur per la gestione dei viaggi e delle spese e Ariba per gli acquisti.

L’azienda ha tardato ad abbracciare il cloud per il software ERP, ma ora offre due prodotti molto interessanti: RISE with SAP, ovvero l’edizione per cloud privato pensata per i grandi clienti aziendali di SAP che stanno passando dal proprio ERP SAP on-premise (ECC) a SAP S/4HANA; e GROW with SAP, ovvero l’edizione per cloud pubblico pensata per le aziende di medie dimensioni con esigenze meno complesse. Riteniamo che GROW with SAP colmi un vuoto importante nell’offerta di prodotti SAP, poiché in precedenza il software ERP di SAP risultava spesso poco attraente per i clienti di dimensioni più ridotte, dati i costi di implementazione troppo elevati. Con il lancio di questi nuovi prodotti, i ricavi derivanti dal cloud stanno crescendo rapidamente e SAP sta acquisendo molti nuovi clienti nel segmento delle medie imprese.

SAP sta seguendo una strategia di “land and expand”, molto diffusa nel mercato del software aziendale. RISE with SAP e GROW with SAP sono i prodotti di base, grazie ai quali l’azienda procede poi all’upselling e al cross-selling di ulteriori prodotti SAP a questi clienti, operazione che risulta molto più semplice in un modello basato sul cloud. L’azienda non ha ancora reso note le sue ultime ambizioni a lungo termine, ma prevede un’accelerazione della crescita dei ricavi almeno fino al 2027, accompagnata da un aumento dei margini man mano che l’attività nel cloud raggiunge una scala efficiente.

Rob Hales, senior equity analyst di Morningstar

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Fidelity National Information Services

  • Prezzo/Fair value: 0,55
  • Morningstar Uncertainty Rating: Medio
  • Economic Moat: Ristretto
  • Settore: Servizi informatici

Fidelity National Information Services fornisce servizi di elaborazione dati di base e servizi ausiliari alle banche, ma la sua attività si è ampliata nel corso del tempo. Fidelity National Information Services viene scambiata con uno sconto del 45% rispetto alla nostra stima del fair value di USD 85 per azione. La società di servizi informatici ha un economic moat di Ristretto.

L’acquisizione di Worldpay da parte di Fidelity National Information Services nel 2019 è stata una delle tre operazioni di questo tipo avvenute in un breve lasso di tempo. Tuttavia, FIS ha infine deciso di annullare l’accordo con Worldpay a causa delle difficoltà operative riscontrate all’interno dell’azienda.

A seguito di un periodo di risultati deludenti, alla fine del 2022 si è verificato un cambio al vertice di FIS. Il nuovo team, insoddisfatto dell’andamento dell’attività di Worldpay, aveva inizialmente deciso che FIS avrebbe scorporato Worldpay. Ci siamo chiesti se la scissione fosse la mossa giusta. I concorrenti di FIS, Fiserv e Global Payments, non hanno dovuto affrontare i problemi che hanno afflitto FIS. A nostro avviso, ciò suggerisce che i problemi di Worldpay derivassero maggiormente da errori operativi (in particolare da un insufficiente investimento nel settore delle piccole e medie imprese) e che la strategia alla base della fusione non fosse necessariamente errata.

La dirigenza ha successivamente deciso di cedere invece una quota del 55% di Worldpay alla società privata GTCR. Più recentemente, FIS ha concordato di vendere la propria quota di minoranza residua a Global Payments in cambio dell’attività di elaborazione dei pagamenti degli emittenti di Global Payments.

Dopo un processo piuttosto lungo, FIS ha ora chiuso il cerchio ed è tornata a essere principalmente un fornitore di tecnologia bancaria, affiancata da attività complementari di elaborazione dei dati degli emittenti e dei mercati dei capitali. L’attività complessiva dovrebbe risultare relativamente prevedibile e stabile, e riteniamo che il segmento della tecnologia bancaria presenti il moat più solido tra le attività di FIS. Inoltre, a seguito della sua più recente operazione, il management è maggiormente concentrato sul deleveraging e, in ultima analisi, sulla restituzione del capitale, e le acquisizioni su larga scala sembrano essere state accantonate. Riconosciamo i vantaggi di orientare l’attività verso un approccio di “cash cow”, ma questa svolta comporta una minore crescita.

Brett Horn, equity analyst di Morningstar

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Broadridge Financial Solutions

  • Prezzo/Fair value: 0,56
  • Morningstar Uncertainty Rating: Basso
  • Economic Moat: Ampio
  • Settore: Servizi informatici

Broadridge Financial Solutions, società scorporata da Automatic Data Processing nel 2007, è un fornitore leader di soluzioni tecnologiche e di comunicazione con gli investitori rivolte a banche, broker/dealer, gestori di asset tradizionali e alternativi, gestori patrimoniali ed emittenti societari. L’azienda ha un economic moat di Ampio e le sue azioni appaiono sottovalutate del 44% rispetto alla nostra stima del fair value pari a USD 290.

Da oltre 20 anni Broadridge Financial Solutions è il principale fornitore di servizi per la gestione dei voti (proxy) e di altri servizi per broker/dealer. Il settore regolamentato delle attività di proxy voting e di gestione ad interim rappresenta il fiore all’occhiello dell’azienda. Una quota sproporzionatamente elevata del suo utile netto proviene dal terzo e dal quarto trimestre fiscale, durante la stagione del proxy voting.

Dal momento della sua scissione da Automatic Data Processing nel 2007, Broadridge ha razionalizzato le proprie attività e si è espansa in mercati adiacenti. Dopo anni di perdite nel business del clearing, nel 2010 Broadridge ha ceduto tale attività a Penson Worldwide. Ampliando le proprie capacità nei settori della corrispondenza, della sicurezza dei dati e dell’elaborazione, Broadridge ha completato oltre 30 acquisizioni dal 2010. Tra le acquisizioni di rilievo figurano l’attività nordamericana di comunicazione con i clienti di DST per 410 milioni di dollari nel 2016 e RPM Technologies per 300 milioni di dollari nel 2019. L’attività NACC fornisce soluzioni di comunicazione cartacea e digitale, gestione dei contenuti, ottimizzazione postale e servizi di evasione ordini a una varietà di settori, tra cui i servizi finanziari, i servizi di pubblica utilità e la sanità. RPM fornisce soluzioni e servizi software per la gestione patrimoniale aziendale. Nel 2021, Broadridge ha acquisito Itiviti, un fornitore di software di gestione ed esecuzione do ordini di trading e di soluzioni di instradamento degli ordini, networking e connettività, per 2,5 miliardi di dollari, una cifra che, a nostro avviso, è stata piuttosto elevata.

Nel corso dell’Investor Day tenutosi nel dicembre 2023, Broadridge ha definito i propri obiettivi triennali, che comprendono una crescita dei ricavi ricorrenti compresa tra il 7% e il 9% (di cui tra il 5% e l’8% organica), un aumento del margine operativo rettificato di almeno 50 punti base e una crescita dell’utile per azione rettificato compresa tra l’8% e il 12%. Tali obiettivi sono simili a quelli triennali precedenti, che Broadridge ha ampiamente raggiunto.

Rajiv Bhatia, equity analyst di Morningstar

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Microsoft

  • Prezzo/Fair value: 0,62
  • Morningstar Uncertainty Rating: Medio
  • Economic Moat: Ampio
  • Settore: Software - Infrastrutture

Microsoft sviluppa e concede in licenza software per consumatori e aziende. Microsoft viene scambiata con uno sconto del 38% rispetto alla nostra stima del fair value di 600 USD per azione. L’azienda specializzata in infrastrutture software ottiene un economic moat di Ampio.

Microsoft è uno dei tre fornitori di cloud pubblico in grado di offrire un’ampia gamma di soluzioni PaaS/IaaS su larga scala. Grazie ai propri investimenti in OpenAI, l’azienda si è inoltre affermata come leader nel settore dell’IA. Microsoft ha inoltre riscosso un grande successo nella vendita di versioni di Office 365 a prezzo più elevato, in particolare per l’inclusione di funzionalità avanzate di telefonia. Questi fattori hanno contribuito a rendere l’azienda più focalizzata, in grado di registrare una crescita impressionante dei ricavi, con margini elevati e in espansione, e di rafforzare i legami con i clienti.

Riteniamo che Azure sia il fulcro della nuova Microsoft. Sebbene stimiamo che si tratti già di un business da circa 75 miliardi di dollari, continua a crescere a un ritmo di circa il 30% all’anno. Azure presenta diversi vantaggi distintivi, tra cui quello di offrire ai clienti un modo semplice per sperimentare e trasferire determinati carichi di lavoro sul cloud, creando ambienti cloud ibridi senza soluzione di continuità. Poiché i clienti esistenti rimangono nello stesso ambiente Microsoft, le applicazioni e i dati vengono facilmente trasferiti dall’infrastruttura locale al cloud. Microsoft può inoltre sfruttare la sua vasta base installata di tutte le soluzioni Microsoft come punto di contatto per il passaggio ad Azure. Azure rappresenta inoltre un eccellente punto di partenza per le tendenze di lungo periodo nell’ambito dell’IA, della business intelligence e dell’Internet delle cose, poiché continua a lanciare nuovi servizi incentrati su questi temi generali.

Microsoft sta inoltre trasformando i propri prodotti tradizionali on-premise in soluzioni SaaS basate sul cloud. Tra le applicazioni chiave figurano LinkedIn, Office 365, Dynamics 365 e la piattaforma Power; tali iniziative hanno ormai superato la fase intermedia e non rappresentano più un peso per i risultati finanziari. Office 365 mantiene il proprio monopolio virtuale nel settore dei software per la produttività in ufficio, situazione che non prevediamo cambi nel prossimo futuro. Infine, l’azienda sta orientando sempre più il proprio business dei videogiochi verso ricavi ricorrenti e soluzioni cloud. Riteniamo che i clienti continueranno a guidare la transizione dalle soluzioni on-premise a quelle cloud e che la crescita dei ricavi rimarrà robusta, con margini in continuo miglioramento per i prossimi anni.

Dan Romanoff, senior equity analyst di Morningstar

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Broadcom

  • Prezzo/Fair value: 0,62
  • Morningstar Uncertainty Rating: Alto
  • Economic Moat: Ampio
  • Settore: Semiconduttori

Broadcom è una delle più grandi aziende produttrici di semiconduttori al mondo e ha ampliato la propria attività anche nel settore del software per infrastrutture. Il titolo risulta sottovalutato del 38% rispetto alla nostra stima del fair value pari a USD 500 per azione.

Broadcom è un insieme di attività nel settore dei chip e del software caratterizzate da elevato valore, differenziazione e vantaggi competitivi. In parole povere, Broadcom è una fonte prolifica di flussi di cassa. Si tratta di un eccellente aggregatore di aziende, sia grandi che piccole. La sua capacità di acquisire e razionalizzare le attività genera profitti e flussi di cassa consistenti e alimenta solidi rendimenti per gli azionisti. Lodiamo l’azienda per la sua capacità di esecuzione e l’efficienza operativa, che si basano sui suoi ingenti investimenti organici e le consentono di sovraperformare i propri mercati di riferimento in termini di crescita organica.

A nostro avviso, i settori delle reti e dei chip personalizzati di Broadcom rappresentano i suoi punti di forza principali e i motori principali dell’Ampio economic moat e dei risultati dell’azienda. Prevediamo che mantenga una posizione dominante nel settore dei chip commerciali per applicazioni di commutazione e instradamento, dove la consideriamo la migliore della categoria per le velocità elevate. Prevediamo inoltre che manterrà una posizione di rilievo nel settore degli acceleratori personalizzati per l’IA, poiché beneficia del fatto che i fornitori di cloud hyperscale stanno sviluppando chip per ridurre la loro dipendenza da Nvidia. Consideriamo Broadcom il principale fornitore secondario di soluzioni di calcolo IA dopo Nvidia, poiché gli hyperscaler continuano a puntare sui chip personalizzati per migliorare le prestazioni, risparmiare denaro ed evitare il vendor lock-in.

Oltre ai chip, le divisioni software di Broadcom commercializzano software di virtualizzazione, software per mainframe e software per la sicurezza informatica; riteniamo che la sua offerta sia altamente competitiva. L’attenzione di Broadcom verso grandi clienti strategici nel settore del software, quali istituzioni finanziarie, amministrazioni pubbliche e grandi imprese – dove l’azienda vanta una presenza consolidata – comporta elevati costi di passaggio a un altro fornitore. Riteniamo inoltre che l’acquisizione di VMware offra opportunità di upselling.

Prevediamo che Broadcom registrerà una rapida crescita grazie al boom del settore dei chip per l’IA. Riteniamo che l’IA sia già il principale motore dei risultati di Broadcom. A nostro avviso, un investimento in Broadcom oggi equivale a un investimento nei suoi settori dei chip per l’IA e delle reti. Al di fuori dell’IA, prevediamo una crescita più moderata trainata da VMware e dal settore delle reti non legate all’IA. Prevediamo che le acquisizioni rimangano nell’agenda di Broadcom, ma forse con operazioni di maggiore entità e meno frequenti. Dopo l’acquisizione di VMware nel 2023, prevediamo che la società si concentri sul deleveraging per un paio d’anni prima di tornare sul mercato delle acquisizioni.

William Kerwin, senior equity analyst di Morningstar

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L'autore o gli autori non possiedono posizioni nei titoli menzionati in questo articolo. Leggi la Policy editoriale di Morningstar.