In questi tempi è difficile ottenere rendimenti azionari. Il dividend yield dell’indice Morningstar US Market nel primo trimestre del 2026 è inferiore all’1,2%, un valore estremamente basso rispetto alla media storica. Sebbene i rendimenti siano più elevati al di fuori degli Stati Uniti, anche il dividend yield del 2,6% dell’indice Morningstar Global Markets ex-US è piuttosto modesto.
The dividend yield is low compared to historical standards, both in the United States and internationally.
Ci sono diverse ragioni che spiegano questo fenomeno. Negli ultimi anni i prezzi delle azioni hanno registrato un significativo apprezzamento, mentre i dividendi non hanno tenuto il passo. Soprattutto negli Stati Uniti, i riacquisti di azioni hanno superato i pagamenti in contanti a favore degli azionisti. Le società stanno ora impiegando la liquidità per lo sviluppo dell’intelligenza artificiale. Ultimamente, la ripresa dei settori storicamente ad alto dividendo come quello industriale, energetico e dei beni di consumo difensivi è stata positiva dal punto di vista del rendimento totale, ma ha depresso gli yield. Al di fuori degli Stati Uniti, le società che distribuiscono dividendi hanno sovraperformato il mercato per anni.
In un contesto di bassi rendimenti, gli investitori azionari potrebbero essere tentati di puntare su titoli con dividendi elevati. Tuttavia, ciò può comportare dei rischi. Gli yield più allettanti del mercato si trovano spesso in settori, industrie e società in difficoltà. Un modo per aumentare lo yield di un titolo azionario è il calo del prezzo di mercato, che spesso si verifica per ragioni legati ai fondamentali dell’azienda.
Pertanto, gli investimenti azionari orientati al reddito dovrebbero essere effettuati in modo consapevole dei rischi, considerando la sostenibilità dei dividendi come un fattore chiave. Morningstar Indexes seleziona le società che distribuiscono dividendi in base a diversi parametri per il proprio indice. Di seguito, insieme a Saumya Gattani di Morningstar esaminerò la capacità predittiva di tre criteri di selezione utilizzati negli indici incentrati sui dividendi. Tuttavia, è opportuno sottolineare l’importanza di non affidarsi eccessivamente alla storia dei dividendi.
I dividendi passati non garantiscono per il futuro
Si considerino alcune delle multinazionali più note che hanno ridotto i propri dividendi negli ultimi anni: Whirlpool WHR, Saudi Aramco 2222, 3M MMM, Dow DOW, Walgreens Boots Alliance, Intel INTC, Harley-Davidson HOG e Shell SHEL. Tutte erano precedentemente leader nella distribuzione di dividendi. Per gli investitori, questi pagamenti ridotti, sospesi o eliminati non hanno comportato solo una perdita di reddito. In genere sono stati accompagnati da un calo del prezzo delle azioni. La causa: difficoltà finanziarie.
Prendiamo ad esempio Dow: nel 2025, anno in cui ha ridotto i dividendi del 50%, il prezzo delle sue azioni è diminuito di quasi il 37%. Il produttore chimico vantava una storia pluridecennale di pagamenti regolari in contanti, che è proseguita anche dopo la fusione con DuPont. Il titolo ha raggiunto un rendimento superiore al 10% in un determinato momento.
Come recita il proverbio, i risultati passati non sono indicativi di quelli futuri. Walgreens si era guadagnata il titolo di “aristocratica dei dividendi” per i suoi quasi 50 anni di crescita dei dividendi al momento del taglio della cedola nel 2024. 3M vantava 67 anni di dividendi quando ha effettuato una riduzione del 40% nello stesso anno. La storia dei dividendi di Shell risale alla seconda guerra mondiale, prima che il crollo del prezzo del petrolio causato dalla pandemia costringesse a un taglio nel 2020.
Anziché basarsi sulla storia dei pagamenti dei dividendi o sulla crescita dei dividendi, gli investitori orientati alla cedola farebbero meglio a guardare al futuro. Gli screening dei dividendi di Morningstar Indexes non sono infallibili, ma aumentano le probabilità di evitare tagli dei dividendi. Di seguito sono riportati i tassi di successo di tre misure che utilizziamo per identificare le società a rischio di riduzione, sospensione o cancellazione dei pagamenti (ricerca fornita da Saumya Gattani):
Il payout ratio come indicatore
Il payout ratio misura la percentuale degli utili di una società che viene distribuita sotto forma di dividendi. Per molti investitori orientati allo yield, esiste una via di mezzo ideale, in cui la società distribuisce generosamente liquidità agli azionisti, ma con un margine di sicurezza. Infatti, abbiamo riscontrato che negli ultimi anni le società con payout ratio elevati erano più propense a ridurre i dividendi.
Le società con elevati rapporti di distribuzione hanno ridotto i dividendi con maggiore frequenza.
Il payout ratio di Dow rappresentava certamente un campanello d’allarme. Secondo i dati riportati nella scheda Dividendi dello stock report di Dow su Morningstar.com, nel 2023 il payout ratio era pari al 341,5%, il che significa che l’azienda distribuiva dividendi per un importo superiore a tre volte i suoi utili annuali. Nel 2024, il suo payout ratio era del 178%. Anche il payout ratio di Walgreens era altrettanto estremo. Alla fine del 2023 aveva raggiunto quasi il 300%. Insostenibile, a dir poco.
L’economic moat come indicatore
Il team di ricerca azionaria di Morningstar definisce l’economic moat come un vantaggio duraturo che protegge un’azienda dalla concorrenza. Circa 1.500 aziende a livello globale sono coperte dagli analisti di Morningstar e ricevono un rating sul moat. Le aziende con un vantaggio competitivo di Ampio dovrebbero essere in grado di mantenere una redditività migliore rispetto a quelle con un vantaggio competitivo Ristretto, ed entrambe sono in una posizione migliore rispetto alle aziende con un moat Assente. Secondo la nostra ricerca, il moat protegge anche i dividendi. Le aziende con un vantaggio competitivo Ampio tendono a ridurre i dividendi con minore frequenza, mentre quelle che non hanno un vantaggio competitivo li riducono con maggiore frequenza.
I titoli con ampio moat riducono meno i dividendi, quelli senza moat li riducono maggiormente.
Mentre Dow è considerata un’azienda con un moat Ristretto, Walgreens è stata classificata con un moat di Assente al momento del taglio della cedola. Gli analisti di Morningstar affermano: “Non riteniamo che l’azienda possieda vantaggi strutturali sufficientemente forti da garantire rendimenti superiori alla media e generare rendimenti sul capitale investito superiori al suo costo del capitale nei prossimi 10 anni”. Incapace di sostenere i profitti in un ambiente competitivo come quello della vendita al dettaglio, Walgreens ha ridotto i suoi dividendi ed è stata infine acquisita da un fondo di private equity.
L’indicatore del Distance to Default
Morningstar Indexes utilizza il Distance to Default per valutare la solidità finanziaria. Si tratta di un parametro quantitativo che misura il rischio che il valore delle attività di una società scenda al di sotto della somma delle sue passività. Il Distance to Default tiene conto del valore del capitale proprio e della volatilità del prezzo delle azioni, poiché il mercato talvolta individua le debolezze molto prima che queste si manifestino nei dati di bilancio. Come previsto, questo parametro è predittivo della sostenibilità dei dividendi. Saumya ha scoperto che migliore è il punteggio relativo alla Distance to Default di una società rispetto alle altre del settore, maggiore è la probabilità che essa mantenga il proprio livello di distribuzione dei dividendi.
Le società con i migliori punteggi di distanza dal default sono state le meno propense a ridurre i dividendi.
Nel caso di Walgreens, il parametro Distance to Default ha segnalato un rischio. Di fronte al deterioramento della propria situazione finanziaria, compreso il crollo del prezzo delle azioni, la società ha ridotto drasticamente i dividendi distribuiti agli azionisti. Il parametro Distance to Default non è disponibile come dato sul sito Morningstar, ma è utilizzato come filtro negli indici relativi ai dividendi, come il Morningstar Dividend Yield Focus Index.
Non perdere di vista il total return
Per quanto allettanti possano essere, gli yield più interessanti del mercato azionario sono spesso illusori. Perseguire il reddito a tutti i costi, a scapito del rendimento totale, può portare a risultati negativi. Quando un dividendo viene ridotto, gli investitori subiscono in genere una diminuzione sia del reddito che del capitale.
Nel lungo periodo, i titoli che distribuiscono dividendi hanno registrato buoni risultati; tendono infatti ad essere più solidi, finanziariamente sicuri e gestiti in modo più oculato rispetto alla media. I titoli che distribuiscono dividendi rimangono uno strumento popolare per partecipare ai mercati azionari per gli investitori di tutto il mondo. È importante, tuttavia, prestare attenzione alle insidie dei dividendi.

