Buzzi, i conti semestrali riusciranno a far ripartire il titolo?

Il mercato guarda ai conti del gigante del cemento per capire se il titolo possa trovare nuovi elementi di forza dopo il calo registrato da inizio anno.

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Punti chiave

  • Equita SIM prevede per Buzzi un semestre resiliente sul fronte dei ricavi ma con margini in contrazione per l’aumento dei costi.
  • La liquidità netta, il buyback e le valutazioni contenute restano tra i principali elementi di sostegno all’interesse sul titolo.
  • Gli investitori guardano anche alle prospettive di crescita in Brasile e all’eventuale utilizzo della cassa per nuove operazioni di M&A.

Il 4 agosto Buzzi BZU presenterà i risultati del primo semestre, un appuntamento che potrebbe rappresentare un banco di prova importante per il titolo, in evidente difficoltà nel 2026. Dopo il tentativo di recupero registrato ad aprile, le azioni sono tornate a muoversi in prossimità dei minimi annuali e il mercato attende i conti per verificare se i fondamentali possano offrire un nuovo supporto alla loro valutazione.

Alla chiusura della seduta del 29 luglio il titolo quotava 41,23 euro, poco sopra il minimo annuale di 40,20 euro e ancora distante dal massimo di 54,75 euro toccato nei primi giorni dell’anno. Da inizio 2026 la performance resta negativa del 19,37%, con una capitalizzazione di mercato pari a 7,34 miliardi di euro.

Atteso un semestre resiliente nei ricavi ma più debole nei margini

A proposito delle attese sulla semestrali, Equita SIM, nel posizionarsi sul titolo con giudizio “buy” e un target price di 54 euro, pur ridotto rispetto alle precedenti valutazioni, spiega che il primo semestre dovrebbe evidenziare ricavi sostanzialmente stabili su base omogenea, mentre la redditività risentirà dell’aumento dei costi di logistica, energia, combustibili e quote di CO₂, solo parzialmente compensato dagli incrementi di prezzo.

Gli analisti continuano tuttavia a individuare tre elementi a sostegno della tesi d’investimento: l’esposizione geografica a mercati che possono beneficiare sia dei piani infrastrutturali sia della ripresa ciclica, la consistente posizione di cassa netta, che offre flessibilità per operazioni di acquisizione o buyback, e valutazioni considerate fortemente a sconto rispetto ai principali concorrenti europei.

Per il semestre Equita SIM stima ricavi pari a 2,18 miliardi di euro (-0,40% su base annua), un EBITDA ricorrente di 484 milioni (-9%), un utile netto di 337 milioni (-13%) e una posizione finanziaria netta di 859 milioni di euro, dopo aver incorporato circa 80 milioni destinati al programma di riacquisto di azioni proprie.

Stati Uniti ed Europa seguono percorsi differenti

L’analisi di Equita SIM evidenzia un andamento differenziato tra le principali aree geografiche.

Negli Stati Uniti il mercato si starebbe dimostrando più dinamico del previsto sul fronte dei volumi, pur in presenza di prezzi sostanzialmente invariati a causa della pressione competitiva in Texas e dell’aumento delle importazioni. Questo dovrebbe tradursi in una contrazione dei margini di circa 3% e in un calo dell’EBITDA dell’11% a cambi costanti.

In Europa, invece, la domanda resta debole, soprattutto in Germania, dove Equita SIM non si attende nel breve termine ancora benefici concreti dal piano infrastrutturale varato da Berlino. In questo contesto il maggiore potere di determinazione dei prezzi dovrebbe solo in parte compensare la flessione dei volumi. Gli analisti prevedono un EBITDA in calo del 18% in Germania e del 36% in Russia, mentre il mercato italiano dovrebbe mantenere una sostanziale stabilità.

Le prospettive risultano invece più favorevoli in Sud America, con una crescita attesa del fatturato superiore al 15% in Brasile e oltre il 10% in Messico, accompagnata da un deciso miglioramento della redditività.

Le valutazioni restano interessanti ma il recupero dipende dalla ripresa del ciclo

A metà luglio Jefferies ha avviato la copertura del titolo con giudizio “hold” e target price di 49,5 euro. Secondo la banca d’investimento, Buzzi tratta su multipli contenuti e beneficia di un’esposizione significativa a Germania, Europa orientale e Stati Uniti, mercati che potrebbero offrire interessanti opportunità nella fase di ripresa del ciclo.

Anche la posizione di liquidità netta, superiore al 10% della capitalizzazione, rappresenta un importante elemento di flessibilità per eventuali acquisizioni. Jefferies preferisce tuttavia mantenere un approccio prudente, ritenendo ancora incerti i tempi con cui questi fattori potranno tradursi in una crescita degli utili.

Anche Equita SIM ha rivisto le proprie stime prospettiche in un’ottica di medio-lungo periodo per riflettere una ripresa più lenta del previsto in Germania, dove gli effetti del piano infrastrutturale sono ora attesi dal 2027 anziché nella seconda metà del 2026, oltre al contesto ancora difficile in Russia e alla maggiore pressione sui costi. Le stime di EBITDA e utile per il biennio 2026-2027 sono state ridotte di circa il 2%, con un EBITDA ricorrente atteso nel 2026 pari a 1,17 miliardi di euro.

All’orizzonte un nuovo buyback e nuova flessibilità sul capitale

Tra gli elementi che continuano a sostenere il profilo finanziario del gruppo figura anche il programma di riacquisto di azioni proprie.

Secondo Equita SIM, il buyback da 200 milioni di euro risulta ormai completato per circa il 98%. Dal suo avvio, il gruppo ha acquistato circa 4,40 milioni di azioni, pari al 2,40% del capitale, per un controvalore di 195 milioni di euro. Le azioni proprie detenute da Buzzi, pari all’8,30% del capitale, saranno integralmente annullate.

L’assemblea ha inoltre autorizzato un nuovo programma di buyback fino a 300 milioni di euro, che il management potrà avviare in qualsiasi momento. Gli analisti ritengono probabile che una decisione venga presa nel quarto trimestre, quando il gruppo avrà maggiore visibilità sulle priorità di allocazione del capitale tra investimenti, eventuali acquisizioni e remunerazione degli azionisti.

Novità nella governance e possibili opportunità di crescita in Brasile

Nelle ultime settimane Buzzi ha aggiornato il proprio statuto dopo l’annullamento di oltre 16 milioni di azioni proprie, riducendo il capitale sociale a 176,5 milioni di azioni ordinarie. Contestualmente è stato introdotto il voto maggiorato, che attribuirà due voti per azione dopo 24 mesi di possesso continuativo e iscrizione nell’apposito elenco speciale.

Sul fronte della crescita esterna, Equita SIM segnala anche il possibile interesse di Buzzi per alcuni impianti messi in vendita dal gruppo brasiliano CSN. Secondo indiscrezioni riportate dalla stampa locale, diversi operatori tra cui Cementir CEM starebbero valutando offerte per il business del cemento di CSN, in un mercato brasiliano caratterizzato da una fase di espansione e consolidamento. Per Buzzi, già presente nel Paese, un’eventuale operazione potrebbe rafforzare ulteriormente una geografia che oggi contribuisce per circa l’11% dell’EBITDA di gruppo.

L'autore o gli autori non possiedono posizioni nei titoli menzionati in questo articolo. Leggi la Policy editoriale di Morningstar.