Punti chiave
- Avio ha perso il 26,8% dal picco annuo di maggio, ma guadagna oltre il 190% dall’inizio del 2025.
- L’ESA teme una carenza di capacità di lancio europea tra il 2029 e il 2031 e ha chiesto anche ad Avio di valutare un’espansione del programma.
- Il 10 settembre arriveranno i risultati del primo semestre della società attiva nel business della difesa e dello spazio.
Dal picco annuo di maggio a 44,85 euro, le azioni Avio AVIO hanno perso il 26,8%. Ma dall’inizio del 2025, la valorizzazione è quasi triplicata passando da 11,17 euro a 32,10 euro alla chiusura del 19 agosto. Il titolo registra un progresso del 190,8% rispetto a gennaio 2025, per una capitalizzazione di 1,46 miliardi di euro.
Da dove può arrivare la spinta per una nuova fase di crescita? Un primo appuntamento importante sarà il 10 settembre, quando Avio approverà i risultati del primo semestre e il mercato potrà verificare le indicazioni della società sulle prospettive dell’esercizio. Ma un nuovo potenziale catalizzatore sta emergendo anche dalle nuove necessità dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) di aumentare la capacità di lancio del continente.
Avio tra spazio e difesa
Avio è uno dei pochi operatori europei in grado di offrire capacità autonome di accesso allo spazio. Il gruppo è specializzato nello sviluppo di sistemi di lancio e di propulsione solida e liquida, con tecnologie destinate sia alle attività spaziali sia alle applicazioni nel settore della difesa.
È proprio questa doppia esposizione ad aver sostenuto nel lungo periodo la rivalutazione del titolo. A luglio Kepler Cheuvreux ha avviato la copertura di Avio con giudizio “hold” e target price di 31,70 euro, indicando l’espansione nella difesa, e in particolare il progetto per uno stabilimento di motori a propellente solido negli Stati Uniti, come principale driver della crescita di lungo termine, affiancato dalla ripresa del settore aerospaziale.
La valutazione raggiunta dal titolo impone però maggiore cautela agli analisti della società finanziaria francese. Secondo Kepler, le quotazioni incorporano già una parte significativa del potenziale derivante dalla difesa e dall’espansione americana, mentre rimangono i rischi collegati all’esecuzione dei progetti, alla qualificazione dei prodotti e all’aumento della capacità industriale.
L’Europa rischia una carenza di lanciatori
A modificare al rialzo lo scenario potrebbero ora essere le prospettive indicate dall’ESA. Ad agosto il direttore generale, Josef Aschbacher, ha avvertito che la crescita delle costellazioni e delle missioni satellitari potrebbe determinare un picco della domanda di lanci intorno al 2029-2031 superiore all’attuale capacità produttiva europea.
Il rischio è quello di tornare a una situazione simile al 2023-2024, quando l’Europa fu costretta a utilizzare anche lanciatori non europei.
Ad alimentare la domanda saranno diversi programmi: dalla costellazione europea multi-orbita IRIS² ai sistemi Galileo e Copernicus, fino ai progetti nazionali e alle iniziative legate alla difesa. Tra queste figurano la proposta tedesca per una costellazione nazionale, il progetto Guardian di Leonardo e programmi promossi dai ministeri della Difesa di diversi paesi europei.
L’ESA sta quindi valutando il fabbisogno di capacità del continente e ha chiesto ai principali operatori di stimare i costi necessari per espandere i rispettivi programmi. Per Ariane 6 l’ipotesi è aumentare gli attuali 9-10 lanci annuali fino a circa 15, mentre sono in corso valutazioni analoghe sul Vega C.
Dall’ESA può arrivare un nuovo driver di ricavi per Avio?
La questione diventa particolarmente importante per Avio. L’ESA ha chiesto alla società e ad Arianespace di presentare nei prossimi mesi le stime dei costi necessari per aumentare la capacità.
Banca Akros considera la notizia “potenzialmente positiva” per Avio e conferma il giudizio “buy” con target price di 40 euro. Secondo gli analisti, la necessità di una maggiore capacità produttiva appare evidente e potrebbe tradursi in un incremento delle vendite del business spaziale dopo il 2029.
Parte di questa crescita, tuttavia, è già prevista dal piano industriale presentato da Avio nel settembre 2025. Equita SIM, posizionata su giudizio “hold” e target price di 45 euro, ricorda che il piano prevede di aumentare i booster per Ariane 6 da 14 nel 2025 a circa 35 nel periodo 2029-2031. Secondo le stime degli analisti, ciò corrisponderebbe a circa 11-12 voli, considerando che Ariane 6 può utilizzare due o quattro booster a seconda della configurazione.
Per Vega C il piano prevede invece di passare da tre voli nel 2025 a sei nel periodo 2029-2031.
La vera opportunità incrementale arriverebbe quindi da un’espansione superiore a quella già incorporata nei programmi di Avio. Se Ariane 6 raggiungesse i 15 lanci annuali entro il 2030, Equita SIM stima per Avio oltre 50 milioni di euro di fatturato aggiuntivo, equivalenti a circa il 5% dei ricavi attesi dopo il 2030.
Sul Vega C rimane invece da comprendere come verranno distribuite le risorse europee, considerando che sono in fase di sviluppo anche lanciatori alternativi di operatori come Isar Aerospace, PLD Space, Rocket Factory Augsburg e MaiaSpace.
Il 14 settembre nuova missione per Vega C
Il prossimo appuntamento operativo arriverà pochi giorni dopo la semestrale. Il 14 settembre Avio lancerà dallo spazioporto europeo di Kourou, nella Guyana Francese, due satelliti per l’osservazione della Terra: Copernicus Sentinel-3C per la Commissione europea (missione VV30) e FLEX Earth Explorer per l’ESA.
La missione VV30 sarà effettuata con Vega C e rappresenterà il secondo lancio operato direttamente da Avio.
Sentinel-3C è destinato al monitoraggio degli oceani, della terraferma, del ghiaccio e dell’atmosfera e produrrà informazioni utilizzabili per il monitoraggio climatico, le previsioni meteorologiche, la protezione ambientale e la risposta ai disastri.
FLEX è invece l’ottava missione Earth Explorer dell’ESA ed è stata progettata per monitorare dallo spazio la salute della vegetazione attraverso la fluorescenza prodotta dalle piante durante la fotosintesi. Le informazioni potranno essere utilizzate anche per analizzare la produttività agricola e i cicli del carbonio e dell’acqua.
Come sta cambiando l’azionariato di Avio?
A sostenere l’attenzione su Avio sono anche alcuni movimenti nell’azionariato. Goldman Sachs International ha superato ad agosto la soglia del 5%, raggiungendo il 5,12% del capitale.
A luglio Vantage HYP, controllata indirettamente da fondi seguiti da Advent, ha invece siglato un accordo per sottoscrivere 3,275 milioni di nuove azioni attraverso un aumento di capitale riservato fino a 109,39 milioni di euro, al prezzo di 33,40 euro per azione. La partecipazione dovrebbe corrispondere a circa il 6,54% del capitale su base fully diluted.
Secondo Equita SIM, l’operazione ha rafforzato ulteriormente una struttura finanziaria che potrebbe presentare a fine anno oltre 500 milioni di euro di cassa netta. Considerando che le risorse già disponibili erano ritenute sufficienti per finanziare il consistente piano di investimenti annunciato lo scorso anno, gli analisti vedono la possibilità che il nuovo capitale venga utilizzato anche per operazioni di M&A finalizzate ad acquisire fornitori strategici e aumentare la resilienza della catena di fornitura.
L’8 settembre l’assemblea degli azionisti sull’ok al buyback
Prima della semestrale e della nuova missione di Vega C, Avio avrà un altro appuntamento societario. L’8 settembre 2026 si terrà a Roma l’assemblea ordinaria degli azionisti, chiamata tra l’altro a esprimersi sulla proposta di autorizzazione all’acquisto e alla disposizione di azioni proprie.
All’ordine del giorno figura anche la modifica della Sezione I della politica di remunerazione approvata lo scorso 28 aprile e l’approvazione di diversi piani di incentivazione basati su strumenti finanziari: stock option plan, performance share plan, restricted share plan e warrant plan.
