Alphabet, un titolo sottovalutato che piace anche a Warren Buffett

Attualmente le sue azioni sono scontate del 21% rispetto al fair value, una valutazione insolita per una società che vanta un ampio vantaggio competitivo.

Illustrazione in tecnica collage per il settore delle comunicazioni con un satellite.

Alphabet GOOG/GOOGL è un colosso con un portafoglio di asset di prim’ordine. Questa società dotata di un ampio vantaggio competitivo rappresenta una rarità nell’ambito dei titoli coperti da Morningstar, poiché il suo moat deriva da ben quattro delle nostre cinque fonti di vantaggio competitivo indicate dalla nostra metodologia: attività immateriali, effetto rete, vantaggio di costo e costi di switch (che si sopportano quando si passa alla concorrenza).

Non c’è da stupirsi che quest’anno Berkshire Hathaway (BRK.A/BRK.B) abbia fatto di Alphabet la sua terza partecipazione più consistente, con l’ormai ex-presidente Warren Buffett che ha dichiarato pubblicamente di aver aperto personalmente tale posizione. E ora Alphabet sta mostrando progressi concreti nella monetizzazione dell’intelligenza artificiale, vedendo i frutti degli ingenti investimenti in IA nei suoi segmenti principali. Riteniamo che la monetizzazione dell’IA nei settori dei chip, delle infrastrutture, dei modelli e delle applicazioni rappresenti un ottimo modo per gli investitori di ottenere un’esposizione all’IA senza limitarsi a una parte specifica dello stack dell’IA.

Nonostante tutto ciò, le azioni di questo leader di mercato vengono scambiate a un tasso di sonto del 21% rispetto alla nostra stima del fair value pari a 433 dollari. Alphabet è stata una delle scelte azionarie di Dave Sekera, chief strategist sul mercato statunitense di Morningstar, in una recente puntata del podcast “The Morning Filter ”, intitolata “7 titoli che possono influenzare il mercato azionario”.

Con attività che spaziano dalla pubblicità al cloud computing fino alle auto a guida autonoma, Alphabet genera ogni anno decine di miliardi di dollari di flussi di cassa. Sebbene i problemi con l’antitrust legati alla sua attività principale di ricerca abbiano fatto notizia, manteniamo la nostra fiducia nella solidità complessiva dell’azienda e prevediamo che Alphabet rimanga all’avanguardia in una varietà di settori, tra cui la ricerca, l’intelligenza artificiale, i video e il cloud computing.

La strategia principale di Alphabet consiste nel preservare il proprio solido business pubblicitario, in cui la maggior parte delle entrate proviene da Google Search. A tal fine, l’azienda ha effettuato ingenti investimenti per migliorare le proprie capacità di ricerca, assicurandosi che il proprio motore di ricerca rimanga profondamente integrato nel modo in cui centinaia di milioni di utenti accedono alle informazioni sul web.

Metriche chiave di Morningstar per Alphabet

  • Fair value estimate
    : USD 433
  • Morningstar Rating
    : ★★★★
  • Economic moat
    : Ampio
  • Morningstar Uncertainty Rating
    : Medio

Economic moat

Riteniamo che Alphabet disponga di un Economic moat di Ampio, fondato sulle attività immateriali, sull’effetto di rete, sul vantaggio di costi e sui costi di switch (costi sostenuti nel passare alla concorrenza). A contribuire a questo vantaggio competitivo sono: Google Search, che ha accumulato notevoli attività immateriali, principalmente attraverso il proprio marchio, e un potente effetto di rete; YouTube, che presenta un forte effetto di rete e attività immateriali; Google Cloud Platform, caratterizzata da elevati costi di switch per i clienti e da vantaggi in termini di costi; nonché il sistema operativo Android e lo store di applicazioni Google Play, che dispongono di attività immateriali e di un effetto di rete.

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Stima del fair value

La nostra stima del fair value pari a 433 dollari implica un multiplo Price/Earnings rettificato di 30 volte per il 2026 e un multiplo Enterprice value/EBITDA rettificato di 26 volte. Prevediamo che il fatturato di Alphabet crescerà a un tasso annuo composto del 18% nei prossimi cinque anni. Prevediamo una leggera espansione dei margini operativi di Alphabet nei prossimi cinque anni. Le dimensioni dell’azienda e il miglioramento dei margini di Google Cloud dovrebbero consentire alla società di aumentare la redditività. Questi potenziali miglioramenti compenseranno ampiamente i maggiori costi di deprezzamento derivanti dai massicci investimenti in datacenter e nelle capacità di intelligenza artificiale. Prevediamo che il margine operativo complessivo di Alphabet si avvicini al 35% nei prossimi cinque anni, in aumento rispetto al 32% del 2025.

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Rischio e incertezza

La posizione di Google Search come leader indiscusso nel settore della ricerca potrebbe trovarsi sotto pressione, principalmente a causa dei controlli dell’antitrust. Tale questione aggiunge un elemento di incertezza a un’attività altrimenti stabile. L’altra area chiave di incertezza per Alphabet nel suo complesso è rappresentata dall’intelligenza artificiale. L’azienda sta investendo una notevole quantità di capitale in nuove tecnologie di IA, quali l’IA generativa. Sebbene riteniamo che tali investimenti contribuiscano alla creazione di valore, soprattutto considerando i numerosi modi in cui Alphabet può monetizzare il proprio know-how tecnologico nel campo dell’IA, riteniamo che essi aggiungano ulteriore incertezza alla gamma di possibili esiti in termini di entrate e redditività.

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Il presente articolo è stato redatto da Susan Dziubinski e Sylvia Hauser. Dati aggiornati al 15 settembre 2026, alla chiusura delle contrattazioni, salvo diversa indicazione.

L'autore o gli autori non possiedono posizioni nei titoli menzionati in questo articolo. Leggi la Policy editoriale di Morningstar.